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Giorgio Di Noto – There’s Plenty of Room at the Bottom | Conferenza e inaugurazione

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Arte e scienza indagano la stessa realtà per strade diverse. La mostra di Giorgio Di Noto nasce da questo parallelo e lo rende visibile: l’artista è entrato nei laboratori del CNR Nanotec di Lecce e del sincrotrone Elettra di Trieste e ha fotografato la ricerca sul mondo nanometrico con un procedimento dell’Ottocento, il dagherrotipo. La scelta non è un vezzo antiquario. Il dagherrotipo, primo procedimento fotografico della storia, è oggi considerato uno dei primi esempi inconsapevoli di nanotecnologia: la nitidezza di quelle lastre dipende dalle nanoparticelle di argento, mercurio e oro che si formano sulla loro superficie. Fotografare la nanoscienza con la nanoscienza di duecento anni fa diventa così un modo per far vedere a un pubblico non specialista che cosa si studia in quei laboratori, e perché.

In mostra anche immagini da microscopio elettronico trasferite su lastra, dove diventano forme mobili e difficili da riconoscere, lavori in vetro dicroico ispirati alla Coppa di Licurgo e una foglia di loto. Il titolo della mostra viene da una celebre conferenza del fisico Richard Feynman del 1959, nella quale immaginò che cosa sarebbe successo potendo disporre gli atomi uno a uno.

L’inaugurazione è preceduta da una conferenza sul rapporto tra scienza e arte: sull’uso del linguaggio artistico per raccontare e promuovere la ricerca scientifica, e sui modi diversi, ma paragonabili, in cui il metodo scientifico e quello artistico interrogano il reale. Intervengono Dominika Anna Borek (moderatrice), Bartłomiej Struzik (ASP Cracovia), Magdalena Wrana (Accademia Polacca delle Scienze a Roma), Paulina Indyka (SOLARIS) e Marco Peloi (Elettra Sincrotrone Trieste), oltre all’artista Giorgio Di Noto.

L’evento rientra nella Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo e nella 22ª Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.

L’ingresso è libero. La mostra sarà visitabile fino al 20 novembre

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Cracovia
  • In collaborazione con: Elettra Sincrotrone Trieste, Narodowe Centrum Promieniowania Synchrotronowego SOLARIS, Accademia Polacca delle Scienze di Roma