L’Istituto ospita Le cose da sei lati, spettacolo del Teatro Dioniso di Brescia dedicato a Wisława Szymborska. Il testo è di Laura Forcella, la regia di Marisa Giulia Veroni; in scena Alessandro Chiaf, Stella Di Milia e Chiara Fontana Pegorer.
Lo spettacolo alterna poesie e prose di Szymborska a episodi della sua vita a Cracovia. Racconta la stanza nella casa degli scrittori di via Krupnicza, dove visse con il primo marito Adam Włodek, e gli anni dell’impegno politico, poi ripensati senza sconti. Ci sono anche il lungo legame con lo scrittore Kornel Filipowicz e il Nobel del 1996, che la poetessa accolse con il suo consueto riserbo. Tra musiche di Mozart, Chopin ed Ella Fitzgerald, ne esce il ritratto di una poetessa ironica e schiva, che preferiva le domande alle risposte.
Il titolo viene da Arca (dalla raccolta Gente sul ponte, 1986). È la poesia in cui Szymborska mette in salvo dal diluvio le cose che le sono più care, e fra queste “la voglia di guardare le cose da sei lati”.
Pochi poeti stranieri del Novecento sono stati letti in Italia quanto Szymborska. Grazie alle traduzioni di Pietro Marchesani, le sue raccolte hanno avuto decine di ristampe, un risultato rarissimo per la poesia. I suoi versi sono entrati nelle canzoni di Jovanotti e Roberto Vecchioni e nei film di Ferzan Özpetek. Portare lo spettacolo a Cracovia, la città in cui visse quasi tutta la vita, significa restituirle in italiano un po’ dell’affetto che l’Italia le ha dimostrato.
Lo spettacolo è in italiano con sovratitoli in polacco e rientra nella XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.